Hanno ucciso l’inconscio, caccia al killer

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6 risposte

  1. … tanti spunti di riflessione.

    Leggendolo mi veniva in mente tutto il mondo di relazioni.

    Conoscere lo scenario (il "perchè" sta succedendo qualcosa) non è mai sufficiente.
    Sapere che si può fare qualcosa non tanto per resistere ma per esistere è fondamentale.

    Questa è la chiave fondamentale nel poercorso Darsi pace: esiste una riflessione e una pratica del "come" fare, agire, ….

    Il libro è stato inserito nella mia wishing list. 🙂

    letta

  2. Caro Massimo,

    grazie davvero per questi spunti di riflessione e per la segnalazione di questo meritevole libro.

    La tesi di Recalcati però, almeno detta così, non mi convince. Secondo me non è scomparso l’inconscio, ma la nostra considerazione di esso.
    L’inconscio non può scomparire. Proprio perchè è in-conscio. Quando sogniamo, quando siamo in-coscienti per esempio, il nostro inconscio trova le sue strade e tenta (molto spesso inutilmente) di riparare ai danni provocati dalla nostra razionalità.

    Secondo me sta aumentando a dismisura, piuttosto, il RIMOSSO. Abbiamo cioè trovato alcune strade di stordimento collettive – il sesso, la musica divorante, la televisione, i riti collettivi, la ‘trasgressione’, le diavolerie elettroniche – che contribuiscono sempre più a comprimere lo spazio dell’Inconscio, fingendo di liberarlo.

    La tirannia oggi è ancora più spietata. Il nostro inconscio se ne sta in un cantuccio, segregato, imprigionato, e aspetta che qualcuno venga ad ascoltarlo veramente, a dargli voce veramente.

    E come insegnava Freud, il rimosso fa sempre danni. Oggi che è così grande, il rimosso, ne fa ancora di più. E lo vediamo bene, a livello personale e collettivo.

    f.

    letta

  3. Caro Massimo, l’analisi di Recalcati sulla crescita ipertrofica di un piccolo ego narcisistico mi pare corretta.
    Nel linguaggio dei nostri Gruppi noi parliamo dello stato terminale dell’io ego-centrato, che, proprio perché arrivato agli spasmi finali, si irrigidisce sempre più e si chiude in sé e nei propri deliri.

    E’ il mondo del "Gestell" di cui parla Heidegger: il regno della mente calcolante, della tecnica guidata dal mercato.

    Però mi sembra che abbia ragione Fabrizio: questo dominio totalitario dell’ego terminale, degli ultimi uomini nietzschiani, per intenderci, produce, come sappiamo bene, una gigantesca Ombra non-conscia.

    Ogni irrigidimento egoico, ogni forzatura alienante della nostra natura, produce un’area di rabbia-risentimento-energie compresse, di potenza direttamente proporzionale alla rimozione-chiusura del nostro ego: è una legge naturale, direi, della fisiologia dell’anima.

    Per cui non c’è una reale eliminazione dell’inconscio, a meno che non diamo un significato molto ridotto al termine.
    Fuori dalla coscienza egoica terminale, in realtà, rumoreggiano potenze spaventose, in questi giorni terrestri: sia distruttive (l’Ombra), che creative.
    E’ chiaro che le potenze divine non sono inconsce, nel senso del subconscio istintivo di Freud; ma sono comunque non-consce, nel senso che sono fuori dal raggio della consapevolezza del nostro io ordinario.

    E’ nell’indebolimento dei falsi confini di questo stato egoico e reclusivo della coscienza che inizia il grande viaggio della nostra liberazione.
    Questo è il bivio che ci attende: uno per volta, e tutti insieme come popolo terrestre, in quanto l’egemonia egoica del mondo sta mostrando di avere i giorni contati (anche se questi giorni possono essere anni o decenni…).

    Grazie dell’ottimo spunto. Un abbraccio.
    letta

  4. Anche qui c’è tanto rimosso. Lo so, il collegamento con questo post è debole, ma per chi ama i telefilm americani – vero orto del nostro inconscio – un video davvero davvero imperdibile.
    Grazie a tutti per le osservazioni.

    letta

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